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BERNARD BRAUCHLI IL FORTEPIANO |
La musica tastieristica della fine del Settecento, sia quella di Mozart, di
Beethoven e di Haydn, o dei loro contemporanei, interpretata su una copia di
uno strumento di questo periodo, rivela un aspetto che è generalmente nascosto
dalle risonanze di un pianoforte moderno. il telaio di legno, i martelli più
leggeri e la tensione delle corde più debole permettono allo strumento di
vibrare con un suono più chiaro e conseguentemente rivelano tutte le
sottigliezze delle linee melodiche. È tale strumento che questi compositori
conoscevano e per il quale hanno scritto le loro opere tastieristiche.
Il fortepiano di Bernard Brauchli è una copia di uno strumento costruito
verso il 1780 a Vienna da Anton Walter (1752-1826): è appartenuto a Mozart,
che, verso la fine della sua vita, apprezzava particolarmente i pianoforti di
questo costruttore. Carl, il figlio di Mozart, lo regalò al Mozarteum di
Salisburgo nel 1856. Questo strumento è ideale per l’interpretazione delle
opere tastieristiche dei compositori della fine del Settecento e del primo
periodo di Beethoven.
o
Musica antica per il fortepiano
Opere di C. Ph. E. Bach, D. Cimarosa, B. Galuppi, J. Haydn, W. A. Mozart
o
W. A. Mozart e i suoi contemporanei
Opere di C. Ph. E. Bach, J. Haydn, Fr. Seydelmann, W. A. Mozart
o
La musica intima di W. A. Mozart
Opere di W. A. Mozart

John Lyon, copia di un fortepiano di Anton Walter (Vienna, 1780 ca.)
Brauchli terminò questa sonata con
intensità, e lo strumento rispose in un modo più convincente di quanto avrebbe
potuto farlo uno Steinway. Fu un’interpretazione ricca in colori, di una grande
potenza patetica; ma anche una celebrazione; era Mozart che ci diceva alla
tastiera che c’era tristezza, ma che alla fine sarebbe stata vinta dalla gioia.
Brauchli attinge forse ai livelli più profondi dell’anima di Mozart e, forse,
dell’umanità, che non de Larrocha... Entrambi ci hanno offerto interpretazioni
convincenti di Mozart.
Pubblico oceanico, applausi a non
finire, entusiasmo. Entusiasmo più che motivato, dal momento che Brauchli si è
espresso in una straordinaria performance, su un fortepiano a gran coda, copia
dell’Anton Walter del 1780 che fu di Mozart. Interpretazione superba.