|
|
BERNARD BRAUCHLI RECENSIONI DI CONCERTI |
Suona
con una sicurezza e una passione commoventi... Musiche che ci immergono in un
passato glorioso, l’incanto del quale non ha finito di operare.
Grazie
alla sua pura musicalità, Brauchli ha affascinato una sala colma.
Los Angeles
Times (USA.), John Henken
...il
pomeriggio fu un incanto grazie alle interpretazioni perfette dello
strumentista... un momento paradisiaco.
Diario de Notícias (Lisbona,
Portogallo), José Blanc de Portugal
Con
Bernard Brauchli noia non c’è stata. Al di là della tecnica, soprattutto le
intuizioni interpretative e la stupenda musicalità hanno avuto ragione delle
note scritte sulla carta. Anzi, andrò a dire che più vi era abbondanza di
materia inerte, tanto più l’interpretazione di Brauchli (sempre efficace) è
stata grande. Al punto che alcune esecuzioni (in particolare le ultime tre)
possono considerarsi indimenticabili.
Bernard
Brauchli ha suonato queste pagine con una grande maestria tecnica, un senso
profondo dello strumento e una ricca musicalità.
Le Provençal (Marsiglia, Francia), Jean Abel
Brauchli
presenta una serata di clavicordo caratterizzata da un’interpretazione
profondamente vivida, che sfrutta tutte le possibilità dello strumento, in una
parola, entusiasmante.
Luzern Tageblatt, (Lucerna, Svizzera)
La
sua interpretazione era una felice mescolanza di elementi esuberanti,
contemplativi e raffinati. Con una tecnica eccellente e una profonda
comprensione della musica, Brauchli suona con lo zelo di un evangelista.
Brauchli
introduce (coscientemente o incoscientemente) nelle sue interpretazioni di
musica scritta per il clavicembalo un grado di ornamentazione che serve a
sottolineare le linee musicali individuate in un modo che non è solo elegante,
ma che dimostra un gran senso musicale. È una musica interessante, dalla sua
sensibilità specialissima al linguaggio dello strumento [clavicordo] che ha
scelto.
La
sua interpretazione è sempre esperta e la sua sensibilità alla linea e alla
pulsione la colloca in una categoria delle più distinte.
lettera di Robert Stevenson, Los Angeles, University of
California (USA)
